
Francesco. Il primo italiano
“Di uomini così, ne nasce uno ogni mille anni. Duemila anni fa abbiamo avuto Gesù. Nel millennio precedente avevamo avuto Buddha. Nel millennio successivo abbiamo avuto san Francesco.”
La storia comincia così. Un racconto meraviglioso, con un'idea: san Francesco è il primo italiano, il nostro padre spirituale. Non solo perché è la figura fondativa della nostra identità. Ha scritto la prima poesia in italiano: il Cantico delle Creature. Ha inventato il presepe. Ha rivoluzionato il teatro e la pittura. Ha ispirato grandi italiani: furono terziari francescani Dante, Petrarca, Boccaccio, Giotto, Tasso, Volta, Galvani, Marconi, don Bosco, Manzoni, De Gasperi. Ha trattato le donne da pari a pari. Ci ha insegnato a rispettare i bambini, ad amare la natura, a proteggere gli animali. E' stato il precursore dell'umanesimo. Ha restituito dignità a tutti, ai deboli, ai lebbrosi, agli ultimi. San Francesco è la parte migliore di noi.
Aldo Cazzullo ricostruisce la commovente vita del santo. Gli ideali cavallereschi della giovinezza. La rottura con il padre. La spoliazione sulla piazza di Assisi. Il patto con il Papa e quello con Santa Chiara. Il mistero delle stimmate. E la distruzione delle sue prime biografie, per far prevalere la voce ufficiale, che doveva allontanarlo dalla terra e relegarlo nel cielo. In realtà, oggi Francesco è vivo. Nella memoria dei santi francescani, da Antonio a padre Pio. Nella nostra vita quotidiana, dal cinema agli scout, dall'anagrafe (il libro è dedicato a tutti i Francesco e le Francesca) all'arte. E il suo insegnamento - il rispetto del creato, l'amore per tutti gli esseri, il rifiuto delle diseguaglianze - è più attuale e urgente che mai.
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