
La sponda dell'utopia
HERZEN: Il dono della vita è nel suo scorrere. Solo noi umani vogliamo possedere anche il futuro. Se non riusciamo a costruire la nostra felicità, è presuntuoso oltre che volgare pensare di organizzare la felicità di quelli che verranno dopo.
Gli anni fervidi e appassionati del rivoluzionario Bakunin, del filosofo Herzen, del critico Belinskij, del romanziere Turgenev. Il quartetto dell’intellighenzia della remota Russia dispotica venuto a infervorare l’Ottocento europeo, con la foga delle idee e i dibattiti accaniti. Il grande drammaturgo Tom Stoppard li mette in scena penetrando attraverso le pieghe umane nella nebulosa delle nascenti idee che avrebbero toccato i nervi di due secoli. Un dramma che si svolge nel meraviglioso mescolarsi di pubblico e privato, di discorsi senza tempo e minuterie da saletta di servizio, di tragiche grandezze e timidi tentativi amorosi. Nel tinello domestico della vita quotidiana, dove il fallimento ideologico si accompagna al disastro personale.
L’intellighenzia russa fu un’energia trascinante: così, intorno alla cerchia dei quattro amici, prende voce e azione la costellazione umana delle barricate liberali, radicali, socialiste. In più o meno tutti, i cospiratori compaiono sul palcoscenico di casa Bakunin o di casa Herzen: c’è Marx, Mazzini, Louis Blanc, Ledru-Rollin, Kossuth, Arnold Ruge, Černyševskij, più la folla degli eroi d’un momento, intellettuali anonimi, comparse. Spesso sono laceri, a volte sono tristi, le disgrazie private li rendono scostanti e i loro comportamenti con le donne, o con la servitù, stridono petto a petto con i proclami di libertà. È la sponda dell’utopia; sull’altra sponda giganteggia la personalità di Aleksandr Herzen: e forse la trilogia di Stoppard può vedersi come la storia umana della presa di coscienza di questo ardito anticipatore dell’antitotalitarismo.
La sponda dell’utopia si articola in tre tempi: Viaggio, dal 1833 al 1844, nella tenuta russa dei Bakunin (quando Michail e gli amici Belinskij, Herzen e Turgenev sono intorno ai vent’anni); Naufragio, nell’esilio tra il 1846 e il 1852, a Parigi (del 1848), Dresda, Nizza; Salvataggio, nell’emigrazione dal 1853 al 1868, a Londra e Ginevra. Trentacinque anni nevralgici: la storia ideologica d’Europa rivive per figure nel ritmo incalzante del grande teatro, nelle battute ironiche e sferzanti, nei momenti di struggimento. Andato in scena a Londra nel 2002, in seguito a New York e Tokyo, La sponda dell’utopia sarà dato in Italia, a Torino e a Roma, nella primavera del 2012, per la regia di Marco Tullio Giordana.
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